Chi siamo

 
 
 
 
 

 

 

 

 

IDENTITA' E COLLABORAZIONI
La Scuola di Formazione all’Impegno Sociale e Politico è promossa dall’ufficio per la Pastorale Sociale del Patriarcato di Venezia grazie al servizio di laici volontari. Fondata e diretta per molti anni da Mons. Fabiano Longoni la Scuola ha assunto progressivamente un taglio più popolare e divulgativo sotto la direzione di Fabio Poles. Dallo scorso anno è diretta da Maurizio Padovan ancora una volta per contribuire all’educazione al servizio sociale e politico.
Oggi collabora stabilmente con le Acli provinciali di Venezia, la Scuola teologico-pastorale Santa Caterina di Alessandria, il giornale diocesano Gente Veneta, la Fondazione del Duomo di Mestre, la Fondazione Studium Generale Marcianum e l’analoga Scuola della Diocesi di Padova.

 

DESTINATARI E FREQUENZA
La Scuola è aperta a tutti coloro che desiderano formarsi all’impegno sociale e politico nello spirito di servizio verso il prossimo. Mira a preparare persone che, in diverse forme, intendano assumere responsabilità di interesse pubblico al fine di favorire nella società una presenza qualificata e sensibile al Bene Comune.
L’intero corso si sviluppa nell’arco di due anni al termine dei quali viene rilasciato l’attestato di partecipazione. È obbligatorio frequentare almeno il 75% degli incontri. Studenti universitari e della scuola superiore possono svolgere lo stage nell’ambito delle attività della Scuola. Si ricorda, infine, la possibilità di partecipare solo a singoli incontri in qualità di uditori.

Quota uditori: 10 euro

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PRESENTAZIONE
SFISP: Una presenza attiva nella Comunità
a cura di Fabio Poles, già direttore SFISP Venezia (2002-2008)


Non è sbagliato né partigiano affermare che in città la formazione socio-politica di ispirazione cattolica coincide, almeno negli ultimi 15 anni, con quella erogata dalla Scuola di Formazione all'Impegno Socio Politico del Patriarcato. Altro è il cuore della catechesi delle parrocchie (che comunque alla SFISP si riferiscono quando un parrocchiano manifesta una qualche forma di vocazione all'impegno in questi campi). Altro anche il “focus” dell'attività delle principali organizzazioni cattoliche (per esempio i servizi per le ACLI, l'elaborazione culturale per i centri studi e culturali cattolici, l'apostolato per i movimenti ecclesiali). La Scuola di Formazione all'Impegno Socio Politico del Patriarcato nasce a Venezia nel 1989 e si inserisce in un programma più generale che la Conferenza Episcopale Italiana matura subito dopo il Convegno Ecclesiale di Loreto del 1985: quello di dotare ogni diocesi della penisola di una Scuola di questo tipo.

“Mi piace ricordare – diceva Giovanni Paolo II l'11 aprile 1985 durante la sua visita ai partecipanti al convegno - l'antica e significativa tradizione di impegno sociale e politico dei cattolici italiani. La storia del movimento cattolico, fin dalle origini, è storia di impegno ecclesiale e di iniziative sociali che hanno gettato le basi per un'azione di ispirazione cristiana, anche nel campo propriamente politico, sotto la diretta responsabilità dei laici in quanto cittadini, tenendola ben distinta dall'impegno di apostolato, proprio delle associazioni cattoliche. Essa ricorda che nello svolgersi degli avvenimenti non sono mancate tensioni e divisioni, ma è sempre prevalsa la tendenza verso un impegno che, nella libera maturazione delle coscienze cristiane non poteva non manifestarsi unitario soprattutto nei momenti in cui lo ha richiesto il bene supremo della nazione”. In quell'occasione il Pontefice lanciava di fatto un grande progetto volto alla formazione di laici cristiani in grado di impegnarsi in modo competente, attivo ed eticamente orientato al bene comune, in campo sociale e politico, pur se di diversa appartenenza partitica. E di SFISP diocesane ne sorsero in pochi anni circa 200. Tra le quali la nostra.

Nel 1989, il Patriarca Marco Cè incarica don Fabiano (Fabio) Longoni, fresco di studi in scienze sociali, di fondare la Scuola di Formazione all'Impegno Socio Politico della diocesi di Venezia. E don Longoni prende contatto con i centri cittadini di Formazione Socio Politica della città. Oltre alle scuole di partito, operavano allora la Scuola di Dottrina Sociale, vicina al Movimento di Comunione e Liberazione, il circolo Walter Tobagi, di area socialista, e l'Istituto Gramsci, realtà prossima invece al Partito Comunista. E' da subito chiara la necessità di dare a tutti una “casa comune” dove l'approfondimento culturale e lo studio della Dottrina Sociale della Chiesa, piuttosto che l'appartenenza partitica, sia l'elemento catalizzatore. In questo senso si rivela (e rimane) importante l'apporto di alcuni docenti di area cattolica dell'Università di Venezia.

Lo Statuto di SFISP Venezia, siglato dal Patriarca Cè e pubblicato l'1 Maggio 1990, festa di San Giuseppe lavoratore, riprendendo l'invito del Papa di 5 anni prima e facendo sintesi delle esigenze locali, recita così all'articolo 2: “ La Scuola si pone come obiettivo primario di formare laici che intendano impegnarsi con competenza nel campo delle problematiche civili, sociali e politiche. Essa non intende creare dei professionisti della politica ma a partire dalla parola di Dio e dall'insegnamento sociale della Chiesa, si propone di motivare il senso di un impegno sociale, quale servizio nella carità al fine di contribuire alla responsabilizzazione personale e al rinnovamento della partecipazione democratica, per la realizzazione del bene comune”. Lo Statuto prevede anche una grande attenzione al mondo dei movimenti e delle associazioni, tanto da far trovare spazio (art. 8) all'interno del Comitato Direttivo ai loro rappresentanti.

Sotto la direzione di don Fabio, SFISP Venezia inaugura i corsi nell'autunno del 1989. Allora l'inizio delle attività coincideva con un seminario residenziale nella casa dell'Azione Cattolica di Tai di Cadore mentre le lezioni si tenevano presso la Sala Carpini della Parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio di Carpendo. Più tardi le lezioni si terranno presso il patronato della Parrocchia di San Paolo. E' subito notevole il successo in termini di iscrizioni. Perché?
Sono gli anni in cui il sistema dei Partiti comincia a scricchiolare e a cadere sotto i colpi delle inchieste. Non è quindi più praticabile il tradizionale modello di avvicinamento dei giovani (cattolici ma non solo) alla politica, quello che (semplificando) vedeva il giovane rivolgersi al Parroco e questi metterlo in contatto con il politico locale (quasi sempre della Democrazia Cristiana). Di qui iniziando poi un trasferimento di conoscenze, relazioni e “mestiere” legato al rapporto personale e alla scuola di partito per la formazione dei propri quadri e rappresentanti istituzionali.

Il vecchio modello di “arruolamento” delle giovani leve politiche in qualche modo spiega anche perché le parrocchie non si sono mai attrezzate “in casa” per la formazione all'impegno socio-politico (tolta qualche rara eccezione). Proprio perché un clima culturale omogeneo (in estrema sintesi: la Democrazia Cristiana era per definizione e per tutti il partito dei cattolici), la relazione di carattere personale con i politici locali e il relativamente esiguo numero di persone interessate ad impegnarsi direttamente, non ne hanno mai posto l'esigenza. Senza entrare nel merito della complessa questione “Tangentopoli”, nei primi anni ‘90 ci si trova con un sistema politico da “rifare” da una parte e dall'altra parte con il tradizionale sistema di mediazione tra i cittadini e i centri di potere, i partiti politici, fortemente screditato e in aperta crisi.

SFISP Venezia diventa quindi il centro naturale di raccolta delle persone motivate all'impegno politico e sociale al quale anche le parrocchie e le organizzazioni cattoliche delegano la formazione. Nello stesso tempo si presenta come una istituzione fortemente credibile e autorevole (è emanazione del Patriarcato di Venezia), non compromessa e al di sopra delle parti. Una felice coincidenza di scelta (SFISP Venezia a differenza di molte altre Scuole Diocesane Italiane non si è identificata con il tradizionale partito dei cattolici, la Democrazia Cristiana ) e di collocazione geografica (perché a Venezia la pluralità delle appartenenza partitiche dei cattolici è realtà da tempo), portano la Scuola a crescere per fra fronte alla “domanda” di formazione tanto che nel 1994 sono attive tre sedi: Mestre (la sede storica), Venezia e Jesolo. E' anche attiva una “sezione proposta”: una specie di Scuola Itinerante a servizio delle Parrocchie, i cui docenti sono i primi studenti “diplomati”. In quegli stessi anni, per effetto di scelte e collocazioni differenti, le Scuole Diocesane di Formazione all'Impegno Socio Politico si riducono da 200 a 100.

Nel 1995 – 2001 le lezioni si tengono a Villa Elena (e più tardi approdano definitivamente al centro polifunzionale Papa Luciani di via Querini a Mestre). Sono gli anni del consolidamento e insieme della contrazione. Consolidamento perché attorno a don Longoni viene maturando una équipe formativa i cui membri escono dalle file degli studenti dei primi corsi e anche grazie al loro contributo la Scuola va organizzandosi e sperimentando nuove modalità di docenza e diffusione. Contrazione perché dopo il 1995 (e in modo molto marcato dalla fine degli anni '90 e fino al 2001/2002) le iscrizioni annuali vanno progressivamente calando assestandosi sulla metà di quelle dei primi anni novanta.
Se il consolidamento è in qualche modo naturale vista la collaborazione dell'”equipe” che moltiplica le forze, come si spiega invece la contrazione? Da una parte viene sicuramente meno l'entusiasmo politico generale di inizio anni '90 che porta ad una calo fisiologico delle iscrizioni alla SFISP, dall'altra invece (semplificando e senza entrare nel merito) si assiste ad una specie di risacca che porta la politica (nazionale e locale), in affanno in termini progettuali, a concentrarsi sull'interesse particolare piuttosto che su quello generale. Il richiamo al pensare e al realizzare il bene comune perde fascino (certamente non si spegne) e l'afflato ideale si affievolisce. Di conseguenza la richiesta di formazione in vista dell'impegno sociale e politico si contrae e riduce. E con essa gli iscritti di SFISP Venezia. Nello stesso tempo le Scuole Diocesane d'Italia da 100 diventano 80 e negli anni a seguire soltanto 40 rimarranno attive.

E' il 2001 l 'anno della nuova svolta. In estate gli scontri durante il G8 di Genova portano al triste epilogo della morte di Carlo Giuliani e l'11 Settembre Al Qaeda uccide quasi 3000 persone nell'attentato di New York contro le Torri Gemelle. La globalizzazione fa drammaticamente problema, fuori e dentro i confini nazionali. E sul fronte interno il 2001 è l'anno dell'affermazione della Casa delle Libertà alle elezioni politiche. La gente vuole capire e anche il mondo cattolico torna nuovamente a interrogarsi. SFISP Venezia comincia a tessere relazioni significative con il mondo delle associazioni e dei movimenti (cosa prevista dallo statuto fin dall'origine ma che diventa pratica basata su autentici rapporti d'amicizia proprio in questi anni). Un “lavoro” che comincerà a pagare dall'anno successivo soprattutto nel legame con il mondo giovanile delle ACLI Veneziane, ormai “sdoganate” dopo il lungo esilio seguito all'”opzione socialista” dei primi anni '70.

Nell'autunno del 2002, il nuovo Patriarca di Venezia, card. Angelo Scola, incarica don Fabio Longoni di portare a realizzazione un Master in Scienze Sociali (che prende spunto anche dall'esperienza della Scuola) e nomina un laico, chi scrive, alla direzione di SFISP Venezia. Un passaggio che avviene nel segno della continuità perché il nuovo direttore è stato uno dei primi studenti e membro dell'equipe formativa. Gli anni successivi (fino ad oggi) sono quelli del rilancio. La Scuola cerca di rispondere in modo strutturato alla domanda di formazione nuovamente crescente. Si dota di una segreteria operativa retta da alcuni volontari e istituisce la figura del tutor con il compito di facilitare le dinamiche d'aula. Continua a tessere relazione con il mondo delle associazioni e dei movimenti e con le parrocchie. Diventa significativo anche il rapporto con i media diocesani a partire dalla collaborazione del direttore con gli stessi. Si fa intenso il dialogo con le istituzioni, Municipalità, Comune, Provincia e Regione anche perché dopo tanti anni di attività sono ormai molti i politici (di tutti gli schieramenti) che hanno avuto anche l'esperienza SFISP (e lo pubblicizzano) nel proprio bagaglio formativo.

Nei 15 anni di attività della Scuola di Formazione all'Impegno Socio Politico del Patriarcato di Venezia sono state tenute circa 300 lezioni da un centinaio di relatori differenti e sono state raccolte oltre 400 iscrizioni. Le persone che hanno incrociato la Scuola , non soltanto cattolici, vantano le più diverse provenienze: parrocchia, volontariato, associazioni, movimenti e c'è anche chi non ha nessun tipo di appartenenza. Geograficamente risiedono per la maggior parte a Mestre e Marghera e nella loro periferia ma anche a Venezia e nel litorale. Alcuni addirittura vengono dalla diocesi di Treviso. Uomini e donne in ugual misura, da sempre sono particolarmente numerosi i trentenni e i cinquantenni. Dalle file SFISP sono usciti un sindaco, un consigliere regionale, alcuni consiglieri provinciali, numerosi consiglieri comunali e ancor più consiglieri di quartiere e di municipalità, rappresentanti di tutto l'arco costituzionale. Ma la maggior parte degli iscritti ha vissuto l'esperienza SFISP come un momento di crescita personale alla ricerca delle radici del proprio impegno. E in definitiva la radice è per tutti l'amicizia con Gesù Cristo.

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ATTO COSTITUTIVO
I - La Chiesa , nella sua azione pastorale di formazione e di carità ritiene doveroso promuovere una maggiore partecipazione e preparazione anche nel campo delle problematiche civili, sociali e politiche. Per questo reputa necessario istituire una struttura propriamente educativa, mirante a suscitare e formare persone capaci di scelte ed impegni motivati anche nell'azione sociale e politica.

II - In questo spirito di servizio all'uomo nella sua integrità la Diocesi di Venezia istituisce una scuola di formazione permanente all'impegno socio-politico quale servizio offerto per la conoscenza e l'approfondimento dell'etica sociale della Chiesa e degli strumenti utili per una lettura del cambiamento sociale e quale luogo di incontro e di elaborazione culturale

III - L'impegno a realizzare il regno di Dio attraverso l'attuazione del comandamento della carità costituisce l'orizzonte di ogni etica del cristiano. La Scuola muovendosi in questa direzione riconduce l'azione socio-politica a motivazioni di natura etica, ispirate alla vita di fede, sostenute e rafforzate dalla responsabilità personale.

IV - La Scuola perciò vuole essere un luogo formativo promosso dalla Chiesa, che avverte quale suo preciso compito la formazione delle coscienze.

V - Riconoscendosi scuola diocesana, si sente espressione della Chiesa locale e cerca costantemente la fedeltà al Vangelo e al Magistero nella comunione con il proprio Vescovo. Conseguentemente essa non mantiene con alcun partito politico o parte sociale o gruppo o associazione legami privilegiati o speciali, ma sarà aperta ai diversi contributi nel rispetto delle sue specifiche finalità.

Dallo Statuto della Scuola di Formazione Permanente all'Impegno Sociale e Politico (Venezia, 1 maggio 1990 - Festa di San Giuseppe Lavoratore)

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